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Area Civiltà del Grano – Agorà

I grani antichi del mediterraneo.
Una ricchezza da riscoprire

Lezioni sul Grano cura di Francesco Sottile
Docente Dip. di Colture Arboree dell’Università di Palermo

La storia dell’agricoltura del Mediterraneo si lega in modo indissolubile con la cultura del grano che ha giocato e gioca tutt’oggi un ruolo cruciale, soprattutto su base culturale e nei piccoli centri rurali.

A partire dalla Mezzaluna fertile e dalle aree più remote in cui ancora oggi si coltivano e si consumano le specie ancestrali di Triticum, intorno al grano si è costruito un’evoluzione agronomica, culturale e sociale che ha visto storicamente gli agricoltori protagonisti dei processi di miglioramento genetico e di conservazione varietale.

La coltivazione di questo cereale, infatti, all’interno del Bacino del Mediterraneo, è stato spesso strumento di sapiente valorizzazione degli ambienti aridi, con risorse idriche dipendenti prevalentemente dalle esigue precipitazioni naturali. Accanto a questo mondo estremamente tradizionale, oggi si assiste ad una sempre maggiore globalizzazione del mercato del grano proveniente da attività di miglioramento genetico industrializzato con sistemi di commercializzazione che si fondano su logiche di mercato talvolta perverse che sviliscono il ruolo dell’agricoltore rendendo estremamente marginale il loro contributo sociale e culturale.

In questo contesto, si affaccia con non poco sforzo l’azione più recente di recupero di varietà storiche e tradizionali che si dimostrano sempre molto valide nella capacità di valorizzare le risorse naturali anche attraverso una minore esigenza di input esterni garantendo un prodotto con caratteristiche nutrizionali di rilievo sulle quali oggi si pone sempre maggiore attenzione.
Parlare di grano significa quindi comprendere perché gli agricoltori hanno fatto alcune scelte precise nel selezionare le varietà tradizionali, perché la moderna agricoltura le ha progressivamente sostituite, su quali ragioni si fonda oggi l’esigenza di recuperarle e di valorizzarle non solo dal punto di vista della loro qualità ma anche come strumento di cultura e di rispetto delle tradizioni rurali che nel Mediterraneo sono ancora oggi fortemente legate alle piccole comunità.

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